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BOBO RONDELLI : l’uomo che aveva picchiato la testa!

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Ricordate tra i banchi di scuola?

Vi sarà capitato di rispondere (con vostro stupore) a una domanda, o di aver fatto comunque qualcosa di eroico, di stilisticamente ardito, al di sopra della media.

Ecco, immediatamente dopo questo climax di erudizione intellettiva, tra le lacrime dell’insegnante e l’applauso degli amici, si reagisce in due modi opposti che dividono gli uomini in due categorie:

1) ci sarà chi avvolto dall’estasi si guarderà attorno, nello stupore collettivo alla ricerca di sguardi di pura ammirazione

2)e chi invece per evitare di essere preso a calci sui denti dagli altri compagni di classe cercherà in ogni modo di sminuire il proprio genio mandando immediatamente a fanculo la prof, ridendoci sopra o anche solo mollandone una, di quelle puzzolenti , ma che si senta.

Questo è il nostro caso!

Bobo Rondelli è un Artista.

É l’artista che si vergogna della propria sensibilità.

E il cantautore che non può, non deve, non vuole prendersi sul serio.

A Livorno basta un congiuntivo di più e sei bollato come finocchio.

Come Annarella a Roma, Lui è Mamma Livorno, e non si esagera!

Strafottente e burbero anche verso se stesso e verso la propria arte.

Paolo Virzi c’ha fatto un film (assolutamente da vedere se amate la musica d’autore) “L’uomo che aveva picchiato la testa”.

Dal documentario (che è anche, e sopratutto un inno alla genialità della sua città natale ), tra intervistati illustri, e leggende discografiche, viene fuori un personaggio straordinario, fuori da ogni schema.

Geniale e ruvido.

Tra sagre del baccello e del fritto e graminha tours.

Mai prendersi sul serio!

Mai!

Un fuoriclasse originale.

Influenze Gaberiane, somiglianze Ciampiane (se mi passate il termine).

Rondelli imita Mastroianni che fa paura, canta il malessere di Gigiballa, che è un orso con una spina perennemente conficcata in una zampa.

Bobo ha avuto un successo clamoroso nei primi anni novanta, con cassette per mangianastri che andavano via come il pane; masterizzate naturalmente.

Un uomo che dorme molto e che cammina per casa in canottiera come i comuni mortali!

Una chitarra, una città, e una dinamica vocale spaventosa.

Un individuo che è stereotipo e sfuggevolezza.

E non chiedete che significa!

Cercatevelo e ascoltatelo!

Live se possibile!

Poi ne parliamo!



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Article by E. A. Paul

avatar La sua vita scorre tra film di Buñuel e cisti pilonidali, libri di Giobbe Covatta e paralisi di Bell, dubstep, cortisone, musica d'autore e vitamina b12. Un personaggio per metà pseudo-intellettualoide-farlocco da rimorchio e per metà pizzaiolo d'assalto. Gemelli. Paul crede nel Karma e nelle coincidenze fatalistiche. Di animo nobile, amato dalle nonne e dalle mamme: l'incubo di ogni papà.
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