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VOGLIO AVERE UNA VITA INTENSA COME MARILYN – Il pornazzo di Sara Tommasi – La recensione

fonte immagine: http://www.today.it

Mille e mille cose avrei potuto fare oggi per rendere significativa la mia giornata: fare del volontariato, aiutare le vecchiette ad attraversare la strada. Invece ho deciso di sacrificare preziose ore della mia vita per guardarmi il pornazzo di Sara Tommasi. E recensirlo, oltretutto.
Questo gioiello dell’hard ruota tutto attorno alla grandissima Sara, con due pupille tante, che non lasciano nulla alla fantasia.

Si parte a bomba con un monologo della nostra bella, che innanzitutto ci avverte che lei è “Sara Tommasi e ciuccia bene i vasi”. Lo dice. Sul serio. La migliore pornodiva di tutto il centro Italia spiega poi molto confusamente la sua scelta di darsi al porno, tra picchi di umiltà (“Non voglio rubare lavoro alle altre che hanno fatto un sacco di carriera tipo la Eva Henger”), deliri pansessuali (“Tanti bei ragazzi, belle ragazze, o basta che c’è un pisello o una patata” –non ha detto PISELLO e PATATA, nda), porno-patriottismi (“l’italia è un posto dove si fa solo tanto sesso, tutti amano il sesso”, e addirittura derive esistenzialiste (“E poi ci sono sempre le tre S, Sesso, Soldi e Successo, e più fai Sesso e più hai Soldi e più hai Successo”).
Dopo questo cappello introduttivo Sara inizia così, ex abrupto, a limonarsi duro un improbabile dildone.
Il regista ha scelto di andare sul sicuro rispettando lo schema del Video Zozzo per antonomasia: Assolo, Scena Lesbo, Scena a 3 (lei, lui e il Voyeur – che dopo un po’ si sente libero di lasciarsi alle spalle i tempi delle pippe e di unirsi alla festa) e il più classico dei finali: il Bukkakone. Al quale si unisce, in un evidente buco di sceneggiatura, un nerone che spunta da non si sa dove ma ormai che siamo lì tutti insieme why not.
Di questa visione, 3 cose mi hanno davvero colpita:

-lo scarsissimo sincrono tra il muoversi delle labbra dei protagonisti e le frasi campionate e inserite un po’ alla carlona qua e là;

-la scelta del regista e del direttore della fotografia di alternare scene rallenty a immagini sfumate, in uno strano effetto wannabe onirico che manco un video degli A-ha;

-l’espressività di Sara Tommasi, che per tutta la durata del video (circa 25 interminabili minuti) ha la stessa faccia: un po’ quella di quando uno si pulisce il sedere dopo la popo’ (un mix tra lo schifato e l’assorto). Stoicamente, la mantiene sia che stia passeggiando nel bosco mostrando  le pudenda, sia che stia pasteggiando a pane e seme.

Insomma via, ve lo potete evitare. Mi auguro che gli alieni apprezzino almeno il pensiero. Meglio il porno di Belèn, almeno lì c’era l’ammmore.

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About Bubastra

Bubastra nasce assurdamente paranoica e una volta adulta... rimane esattamente così. Ritardataria in ogni momento della sua vita, importante e non, ama camminare senza calpestare i bordi dei sampietrini e su di lei il suono del phon ha lo stesso effetto del Valium. Mentre passa le sue serate barboneggiando nelle piazze insieme a individui balordi ma amabili, sogna una carne sintetica, nuovi attributi e un microchip emozionale.
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8 thoughts on “VOGLIO AVERE UNA VITA INTENSA COME MARILYN – Il pornazzo di Sara Tommasi – La recensione

  1. nono, io non voglio rubare il lavoro agli altri che hanno fatto un sacco di carriera tipo la eva henger e il musik.
    otto, ti mando il link in privato!!

  2. Beh, che dire, dovevo ascoltare il tuo consiglio: Si puo’ evitare.
    La Tommasi (ma chi cavolo è la Tommasi? io non l’avevo mai sentita nominare sinceramente) è espressiva quanto un foglio di carta stropicciato.
    Poi le musichette, gli effetti di cambio scena, i vuoti di sceneggiature e le frasi mugolate (“cazzo che figa”, “figa che cazzo”), diciamo che la tua recensione, Buby, è piu’ eccitante del filmato in sè. 🙂

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