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PIERO SIDOTI “GENTEINATTESA”

foto fregata da riviera24.it


“Prendete il fiato, trattenetelo e buttatevi giù fino in fondo.

Con queste parole un certo Lucio Dalla  suggerì di ascoltare “Genteinattesa”, lavoro originale di un cantautore che ha più di quarant’anni e da grande “vuole fare il nonno”.

L’album, targa Tenco 2010 come miglior opera prima, è un discorso melodico-testuale intimo e al contempo universale.  E’  la poesia che fotte la semantica ogni qual volta si ricerca una banale spiegazione scientifica. Contiene dodici brani che si ascoltano come una storia che non annoia mai .
Io proverò a citarne solo alcuni perché questo cantautore merita di essere scoperto da ognuno di noi.

“Lo scemo del villaggio” e “La mia generazione” si commentano da sole.
La prima canzone vede la partecipazione dell’amico e attore Giuseppe Battiston: è lui il “vecchio scemo che si guarda allo specchio” e non si riconosce e ride e non riesce a smettere.
La seconda è una assordante quanto precisa descrizione della nostra generazione “sempre in attesa”, “più precaria di un acrobata sul filo”, “verso l’indecenza”, “come un fantasma”,  narrata con leggerezza, la stessa che ci avvolge nell’abitudine, nella rassegnazione, nell’ impossibilità del fare. Entrambe profumano di vin brulé, di una canzone d’autore speziata, rimasta troppo tempo in un pentolone ad aspettare che qualcuno servisse da bere.   Il loro ascolto basterebbe già ad associare la ricercatezza dei  testi di Sidoti, i suoi visionari racconti  e la bella semplicità della sua musica ai grandi cantautori genovesi o al teatro-canzone di Gaber. Tuttavia lui è di Udine e la sua musica prima ancora di essere una ripresa, un ritornello o una cover malconcia, è tutta sua, il verso poetico è il suo, la poesia è altra poesia, i personaggi i suoi personaggi.
Geniale l’accoppiata di “Bobby e il ballerino”, storia di un ballerino che non sa più fare il divo, ma ha imparato ad abbaiare grazie al  suo cane (“ballerino”) che gli tiene compagnia e vuole fare successo con questa trovata. Altro splendido brano è “La venere nera”, probabilmente una delle pillole tristi dell’ album; è mascherata dalla melodia, dalla parole che rincorrono le rime e dalla dolcezza vocale di Alessandra Pascali.

Solo poche tracce. Poche parole.

Adesso tocca a Voi.

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About signor D

Personaggio cult della mitologia greca... Ama banchettare con vacche in perizoma e tette al borotalco bypassando ogni formalità fictionale. Guaritore-saggio. E' un essere multiplo. Un segugio italiano che caccia parole, suoni e piccoli gesti. Conosce personalmente Gesù Cristo ed è tormentato dai dubbi amorosi di Aretino. Il suo guru è "Jack l'uomo della folla".
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