Device di un certo livello
Zozzerie

Ho provato il porno in realtà virtuale

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La regola 34 dell’Internet dice che se qualcosa esiste, ne esisterà anche una versione porno. Così, quando le aziende hanno iniziato a presentare i primi visori per la realtà virtuale (VR), è stato chiaro a tutti che una delle sue applicazioni sarebbe stato il video in soggettiva, e non solo per giocare a Call of Duty. Qualche settimana fa, Pornhub ha quindi creato una nuova categoria VR, e io ho deciso di sperimentarla. Ho utilizzato un visore Google Cardboard, che costa  15€ ed è compatibile con moltissimi smartphone Android e iOS.

Innanzitutto le questioni tecniche. La tecnologia VR necessita di poter avere accesso ai sensori di giroscopio dello smartphone, per simulare l’esperienza immersiva. Ma gli app store non permettono di avere app porno. Su Android bisogna scaricare un file .apk, disabilitare temporaneamente alcune opzioni di sicurezza ed installare l’app di Pornhub, che poi rimane lì, tra Play Store e Runtastic. Si apre la app di Pornhub, si fa partire il video, si mette il telefono nel visore, le cuffie nelle orecchie e ci si rilassa. Altro problema: i pulsanti del volume del mio telefono sono molto sensibili, e lo smartphone quando è dentro il visore poggia un lato sul fondo del visore, quello dei tastini del volume. Il risultato è che a seconda di quali movimenti faccio, il volume viene azzerato e sullo schermo mi compare anche la barra del volume. Disappointing. Ultimo problema tecnico: in molti casi sentivo l’audio ma non vedevo il video. Ma ho un telefono un po’ vecchiotto, quindi non posso sapere se è un problema mio o dell’app.

 

Che ce frega del porno, dateci portal

Che ce frega del porno, dateci portal

 

In realtà tutti i video sono stati resi compatibili con il VR. Per quelli non girati appositamente con videocamere sferiche, viene creato uno pseudo-3D, e sembra di avere una specie di cinema davanti agli occhi. L’esperienza della categoria VR però è spettacolare. Il porno VR è in prospettiva dell’attore protagonista. Si vede una gnocca in 3D a 30 cm dal proprio viso, spostando la testa cambia la visuale di conseguenza, ci si può praticamente scegliere la propria regia, scegliere dove e cosa guardare. Il video in soggettiva rende inutili quelle posizioni complicate che nel porno vengono usate solo per non impallare il cameraman: l’attore è anche cameraman, e non si impalla mai.  Le scene sono girate affinché l’attore sia protagonista della scena, le attrici ti guardano negli occhi e la cosa coinvolge parecchio. La distanza è azzerata, non esiste quasi angolo cieco, non ci sono i popup che appaiono. I video magari durano poco, solo cinque minuti, ma sono molto più intensi dei video normali. A quel punto è una delusione togliersi il visore e tornare alla realtà: la gnocca non è in camera nostra e soprattutto, il nostro pene si è sensibilmente rimpicciolito.

I limiti della tecnologia sono ancora molti. Innanzitutto, non è fatto per le masturbazioni nascoste, con altra gente in casa o per una sveltina in bagno. Bisogna essere orgogliosi masturbatori, mettersi sul divano di casa o in piedi, per godersi tutto. Se per la Wii questo non è un problema, per masturbarsi è più difficile e i vostri genitori potrebbero guardarvi male. La varietà dei video in VR è ancora molto scarsa e si limita a -avete indovinato- sesso eterosessuale dalla prospettiva dell’attore maschio. Mi spiace donne e omosessuali, sarà per la prossima versione. Anche la trama è parecchio scarsa -sì, sono un tipo raffinato. Infine, per avere una immedesimazione decente, bisogna essere nella stessa posizione dell’attore durante la scena: ti costringe a prendere una posizione, nel senso più letterale del termine. Ci sono ampi margini di miglioramento, ma la prima esperienza è senza dubbio positiva.

Per i masturbatori orgogliosi, questa è davvero la nuova frontiera, ed è così entusiasmante che viene voglia di comprarsi una videocamera sferica per potersi girare i filmini amatoriali da soli.  Addirittura, il porno VR è forse una delle esperienze con cui si potrebbe convincere gli utenti a pagare le versioni Premium, ma bisogna risolvere i problemi tecnici e aumentare la varietà di porno disponibile. La regola 34 è a rischio!

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Musik

Conosco a memoria "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma che non avete mai osato chiedere". Il libro, non il film. L'ho letto a 15 anni. Me l'aveva regalato mio padre. Sono cose che lasciano il segno.

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