Zozzerie

Le pippe che aprono la mente

La pippa più famosa del mondo

È un brutto periodo, sto in astinenza da due mesi.

A meno di particolari periodi di particolare eccitazione, io mi masturbo la notte. Mi infilo a letto, spengo la luce, abbasso i pantaloni e parto come una canzone di Lucio Dalla. Non amo utilizzare materiale pornografico, mi affido a fantasie o ricordi. Nel caso di fantasie, voglio che siano il più verosimili possibili. Non riesco ad eccitarmi pensando a una situazione che non avverrà mai; mi eccito tantissimo pensando a qualcosa che potrebbe capitarmi domani.

Ogni tanto mescolo fantasia e progettazioni.

Il mese di Aprile 2011 fu speciale per me perché realizzai la più comune fantasia erotica: la Milf. Ebbi tre incontri sessuali con una donna di trentasei anni con due figlie a carico. Cose che succedono, quando si è un blogger di successo (pernacchia). Poi le cose andarono in modo diverso da quanto mi aspettavo: la Signora si rivelò più vuota delle palle di un selezionatore di veline, così decisi di disfarmene. Fui dapprima gentile e le mentii; quando vidi che credeva alle mie menzogne mi ricordai che era stupida come le veline di cui sopra e le feci capire quel che pensavo di lei (nulla che scrivereste in un bigliettino d’auguri). Per come ci lasciammo, fu chiaro che per un po’ avrei avuto la possibilità di chiamarla e riaverla al mio capezzale (“capezzale”: vedi alla voce eufemismo).

E mentre sono lì, con la destra che va su e giù e la mancina che salda impugna un fazzolettino di carta pronto ad accogliere tutto il meglio del mio succo Bravo, immagino la scena con una tale ricchezza di dettagli da fare invidia ad uno sceneggiatore. Immagino l’sms che le invio: Ho letto che hai un nuovo lavoro: che ne dici di passare a casa per festeggiare? e immagino la sua risposta della serie non ce n’è, ma prova a chiederlo di nuovo che magari cambio idea, immagino di ignorare la sua richiesta e salutarla cortesemente, immagino il suo acchiapparmi per la cravatta rispondendomi che sì, potrebbe avere tempo per un caffè dalle mie parti. Nella mia maniacalità per l’ambientazione scelgo addirittura il giorno dell’incontro -Venerdì, ché di mattina non ho lezione e le sue figlie sono all’asilo- e la scena -un letto casualmente matrimoniale che troneggia nella stanza- e mi figuro addirittura di offrirle quel caffè che non abbiamo mai preso (troneggia e mi figuro. Trema, Baricco, sto arrivando). Dunque, ovviamente, la mia sceneggiatura inizia con la scena madre, che non sto qui a descrivere.

È una sega che sa di futuro prossimo (ma pure di trapassato remoto), una fantasia che sa di immediata realizzazione: mi sto masturbando con il preciso piano di mandarle quel determinato sms, affinché la scena diventi realtà. Quasi un deja-vu al contrario, a voler essere poetici (ma siccome non voglio essere poetico, scrivo: cacca pipì pupù puttana Calderoli e il pericolo è scongiurato).

Poi finalmente arriva l’accordo finale (capito perché mi chiamano Musik?). Mentre i miei spermatozoi speranzosi di inseminare un ovulo vanno a infrangersi contro quattro morbidi veli di cellulosa –mi dispiace ragazzi, nessuno di voi feconderà, questa volta– ho l’illuminazione. La mia sceneggiatura non si ferma all’orgasmo, ma va oltre.

Mi immagino a sfilarmi il preservativo ed annodarlo, con la signorina tutta presa dal sottoscritto (ecco una cosa che detestavo di lei: come fai a 36 anni a farti prendere da un ragazzino?) davanti a me. Mi immagino di doverci parlare, dover fingere interesse verso le sue cazzate, dover fingere soddisfazione per un atto che, per usare il linguaggio di una mia ex cresciuta a pane e dizionari Oxford, è un mero svuotamento di coglioni. E in quell’illuminazione capisco che io non voglio quella donna a casa mia. Mai più, never again, mai prusu (quest’ultimo è sardo-campidanese).

Dove mille pippe mentali non avrebbero mai potuto portarmi, una pippa come Dio comanda (Dio lo comanda, anche se non v’è rimasta traccia nella Bibbia) mi ha indicato il cammino.

(chiedo venia per il linguaggio altamente simbolico che potrebbe rendere oscuri taluni passaggi perché estremamente ermetici e di significati assai sottili)

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About Musik

Conosco a memoria "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma che non avete mai osato chiedere". Il libro, non il film. L'ho letto a 15 anni. Me l'aveva regalato mio padre. Sono cose che lasciano il segno.
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