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Interviste, Mushic

NOSOUND: intervista a GIANCARLO ERRA + recensione “AFTERTHOUGHTS”

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Dopo l’articolo di Trashic sull’uscita del nuovo album dei Nosound, riusciamo a farci una bella chiacchierata con Giancarlo Erra, mente ed anima del progetto, che ci permette anche di ascoltare l’album in anteprima per poterlo recensire.

Come già annunciato a novembre, il 6 maggio è stato rilasciato il quarto album in studio; “Afterthoughts”. I Nosound che durante il 2012 hanno intrapreso un nuovo corso, con una band riformata e con delle collaborazioni di notevole spessore artistico. Oltre Giancarlo Erra (voce, chitarra, sinth), Alessandro Luci (basso e contrabbasso elettrico) e Paolo Vigliarolo (chitarra acustica ed elettrica), si sono aggiunti il batterista Giulio Caneponi ed  il tastierista Marco Berni. Completano l’organico due musicisti stranieri: Marianne DeChastelaine al violoncello, e Chris Maitland, ex batterista dei Porcupine Tree che ha collaborato con Steven Wilson anche per i progetti “No-Man” e “Blackfield”.

CUFFIE – BUIO – PLAY

Un lento inizio apre l’album. Pacati arpeggi di chitarra con una batteria quasi decadente , note di piano ripetute e meste fanno entrare in scena la tenue voce di Giancarlo Erra, che in un crescendo di volumi e ritmo diventa un’eco, accompagnata dall’ottimo violino della DeChastelaine. “In My Fears”, l’opener del disco, esprime perfettamente in quasi otto minuti quello che è il connubio tra le classiche sonorità della band e le nuove soluzioni intraprese con il nuovo corso.

È un’altalena questo disco, dove chitarre taglienti e tastiere malinconiche si ritagliano il proprio ruolo da protagonista di brano in brano, con un drumming molto d’impatto, duro, diretto, potente, quello dell’ex batterista dei Porcupine Tree Chris Maitland.  Porcupine Tree che aleggiano in quest’album nei brani orientati verso un sound più rock. Echi da “Stupid Dream” e “Lightbulb Sun” (gli ultimi due dischi di Maitland con i Porcupine n.d.r.) come in “I Miss the Ground” e “The Anger Song”, quest’ultima già presente nell’ EP “At the Pier” insieme a“Two Monkeys”, che viene però eseguita questa volta senza il violoncello di  Marianne DeChastelaine. L’album scorre, e “velocemente” non sarebbe il termine più adatto. Ovvio che non è un difetto, ma l’atmosfera classica dei Nosound colpisce in profondità. “Encounter” e “She” ci portano a “Wherever You Are”, probabilmente il testo più “positivo” mai scritto dalla band, per poi sprofondare nuovamente nella tristezza di “Paralysed” e il colpo di scena verso metà brano, con il cantato in italiano di Giancarlo Erra. La title-track chiude tutto, quella che a detta di Erra stesso, è il suo pezzo migliore al momento.

Il sottoscritto ha avuto il piacere e l’onore di poter parlare di tutto ciò (e non solo) con Giancarlo Erra, che tutto questo ha creato insieme al resto del gruppo. Ecco il succo dell’intervista.

1000fiori – Seconda collaborazione con Chris Maitland, dopo l’EP “At the Pier”. Come è stato lavorare con lui? E cosa ha dato ai “nuovi” Nosound?

Giancarlo Erra – In verità considererei il tutto una unica collaborazione, l’EP e’ stato, nella miglior tradizione degli EP, una anticipazione dell’album ed in quanto tale condivide diverse cose con l’album (una song uguale, una leggermente diversa, ed una pubblicata solo sull’ep). Lavorare con lui e’ stato molto interessante in quanto avendo partecipato a tutto il disco c’e’ stato modo per lui di dare un’impronta più personale. Non ho mai apprezzato batteristi tecnici, come per tutti gli strumenti secondo me l’estrema perizia tecnica a meno di essere veri e propri geni e’ un impedimento più che uno strumento espressivo, e nel suo caso pur essendo tecnicamente ineccepibile e’ un batterista di ‘cuore’, con un suo stile.
Sicuramente il suo contributo e’ stato importante in quanto in questi pezzi avevo intenzione di sottolineare di più alcuni contrasti, ed il suo drumming e’ stato strumentale a questo. Penso che invece di portare il suo modo di suonare così come lo conoscevamo, lui ha portato sì la sua impronta ma si e’ riuscito a calare emotivamente in questa musica, e quindi a dare il drumming emotive che cercavo. Significativo per questo e’ il fatto che i suoi pezzi preferiti (ed i miei!) sono stati, sin dai primi demo, quelli senza batteria 

1000fiori – C’è la possibilità di un tour che promuova ancora di più “Afterthoughts”? Magari con Chris anche?

Giancarlo Erra – Possibilità di un tour sicuramente, ci stiamo lavorando già da un po’ e speriamo di avere news al più presto. Non credo avverrà con Chris in quanto sarebbe difficile in termini organizzativi sia per noi che per lui, ma stiamo preparando anche qualcosa live con lui..l’album e’ appena uscito per cui e’ un periodo molto impegnato, ma speriamo di annunciare delle date presto..se il nostro piano va in porto, dovrebbe portarci in giro un paio di settimane almeno per l’Europa incluse due o tre date in Italia.

1000fiori – Cosa ha significato per i Nosound il passaggio ad una label importante come Kscope?

Giancarlo Erra – Ha significato sicuramente tante cose. Innanzitutto ovviamente la soddisfazione di essere chiamati a far parte del loro roster, e poi anche il poter lavorare con una label che ci ha permesso di fare ciò che facevamo prima e che tutte le altre proposte che ci erano arrivate non comprendevano: l’attenzione alla qualità ed alla “artisticità’’ dell’opera prima di qualsiasi considerazione economica. Noi abbiamo pubblicato due album da indipendenti (“Sol29” e la prima edizione di “Lightdark) in quanto era l’unico modo per poter stampare in alta qualità, con libretti fotografici, digipack etc., ovvero dal punto di vista di chi non guarda al denaro ma al risultato artistico ed allo sviluppo di una carriera. Onestamente credo sia stata un’evoluzione naturale del progetto, viste le vendite e la ricezione dalla critica di Sol29 ed il successivo passaggio a vendere su Burning Shed per Lightdark. Come tutte le label Kscope lavora dove ovviamente vede un riscontro esistente e dove soprattutto vede la filosofia del lavoro duro soprattutto e prima di tutto da parte dell’artista o della band stessa. Mi capita spesso di parlare con altre band e credo ci sia ancora molto, soprattutto in Italia, l’idea che una label significhi che tu fai musica e la label fa il resto: un qualcosa di molto pittoresco che sembra uscito dai documentari sui Pink Floyd o i Beatles degli anni 60 o 70, ma mai più lontana dalla realtà di oggi. Questo per dire che il passaggio allo stesso tempo ha anche significato una responsabilità ed un lavoro molto maggiori, che alla fine mi hanno portato a spostarmi qui in UK per continuare la carriera musicale ed il progetto Nosound.

1000fiori – Personalmente associo spesso musica e fotografia, ed è sicuramente lo stesso anche per te, dato che ti occupi personalmente delle copertine dei dischi dei Nosound. Come scegli lo scatto che poi diventerà la copertina del disco? È una scelta che avviene durante la scrittura delle canzoni o è un lavoro che avviene separatamente?

Giancarlo Erra – Dipende, non c’è alcuna pianificazione in tal senso. Essendo da sempre un amante della fotografia per me di solito quando nasce un pezzo nasce anche un’idea visiva, un messaggio visuale che vorrei dare. Da quel momento in poi prendo nota dell’idea, o se ricordo un qualcosa nella mia collezione fotografica lo cerco e lo metto da parte, aspettando di tornarci a mente fresca per verificare che abbia senso. Altre volte magari invece è qualcosa di talmente specifico che puoi preparare una sessione apposita, ma la maggior parte delle volte lascio che la musica influenzi l’ispirazione. Sono un costante osservatore ed ho sempre con me un qualcosa per fotografare, oggi per fortuna è facilissimo anche con apparecchi minuscoli a volte, per cui come per la musica è più un aspettare quando l’idea arriva, aspettare insomma che le cose cadano tutte al loro posto senza influenze esterne: questo per me è un modo di lavorare imprescindibile, sia con la musica che con la parte visuale di questa.

1000fiori – Sempre dall’ultimo album è da poco uscito il video di “Wherever You Are”. Ti occupi anche della lavorazione dei video?

Giancarlo Erra – Sì per me coniugare musica e video, forse anche più che foto, è una cosa fondamentale. Ascolto moltissima musica on the move, tipicamente indossando cuffie in ear che mi permettono di isolarmi dal mondo circostante, ed è come vivere in un videoclip, magari ascolto i demo di alcune idee e tipicamente mi imbatto in qualcosa, comincio ad immaginare, comincio a farmi un’idea. Come per le foto ed il design dei package, e’ molto difficile per me affidarle a qualcun altro perché le parole e ciò che scrivo sono sempre molto autobiografiche, mai cose inventate o di altre persone, per cui è difficile esprimere a qualcun altro la complessità di ricordi e sensazioni od emozioni legate ad uno specifico brano o idea. Negli anni soprattutto per il comparto video ho fatto in modo di lavorare per alcune piccole produzioni con cui ho imparato le basi tecniche per la ripresa e la pre e post produzione, per poter poi esprimermi liberamente sulle mie cose. Come per la parte musicale o per il poter suonare vari strumenti, mi piace essere in grado di poter operare liberamente sulla parte tecnica cosi da non avere ostacoli di nessun genere nella parte creative, e quindi cerco sempre di capire di cosa ho bisogno tecnicamente e prepararmi per quando l’ispirazione arriva e quindi ho bisogno di lavorarci rapidamente ed indipendentemente da condizionamenti.

1000fiori – In molti, come sempre accade, cercano di dare un’etichetta o genere al progetto Nosound, citando il post-rock, l’ambient, il progressive ed altro ancora. Ma non credi che probabilmente non c’è un genere definito per voi, ma esiste invece un sound tutto vostro costituito da un insieme ben amalgamato di molti generi?

Giancarlo Erra – Mah credo che ciò valga per un po’ tutta la musica…se ascolti i Tool non puoi chiamarli metal, né prog, ma in effetti sono entrambe ad esempio, ma anche chiamarli metal-prog sicuramente non è esatto. Con i Nosound credo che di album in album abbiamo sviluppato il nostro linguaggio, soprattutto perché l’ispirazione arriva libera e non ci siamo mai posti di fronte ad un album con la condizione “dobbiamo cambiare” o dobbiamo fare questo o quello: quella per me non è più arte ma fine artigianato, nel migliore dei casi, o mestiere, nel peggiore, e lo lascio volentieri ad altri (oggi purtroppo sin troppi). L’ispirazione arriva o non arriva, e segue il suo corso liberamente, e per me deve rimanere lontana da qualsiasi ragionamento. Per questo motivo credo che la musica anche sia sicuramente influenzata da tante cose, ad esempio il post-rock o l’ambient o il folk psichedelico e il prog, ma ecco non credo ci sia un unico genere che possa definirla. Se dovessi trovarlo la chiamerei musica (puramente ed esclusivamente) emozionale, che poi per quanto mi riguarda è il solo modo di poter chiamare l’arte.

1000fiori – Grazie a Spotify oggi è facile ascoltare una quantità impressionante di musica con un’ottima qualità, anche le ultime uscite discografiche. Per un gruppo come i Nosound, come viene vista questa cosa?

Giancarlo Erra – Viene vista come una novità assolutamente positiva! Per quanto mi riguarda sono anche un avido utente di servizi come Spotify, Rdio, Pandora, Last.fm… scopro nuova musica quasi ogni giorno, credo sia un momento molto stimolante per chiunque sia curioso circa la musica (e non vedo come si possa essere creativi senza essere curiosi allo stesso tempo di scoprire cose nuove). Io credo che il futuro sarà rapidamente fatto di non più digital downloads, il concetto di proprietà di un file digitale non ha più senso, si passerà alla fruizione di musica di fronte ad un abbonamento (un po’ come la televisione), dopo di che in parallelo ci sarà sempre di più lo sviluppo dei formati fisici curati, edizioni limitate, insomma che abbiano un senso per l’amatore della musica come oggetti da possedere e su cui investire dei soldi. Oggi per fortuna non ha più molto senso pubblicare un cd striminzito in un case di plastica con quattro paginette di libretto, né ha senso fare come alcune uscite in format economico di alcune major (EMI ad esempio) che sono un cd in un case di cartoncino senza neanche un libretto…perché qualcuno dovrebbe spendere 10 euro (quando va bene) per una cosa del genere? Kscope in tal senso ha già capito da tempo ed ha investito sul design, sul package, e credo sarà la chiave per il futuro. Ovviamente ci sono ancora cose da aggiustare e limare, in particolare riguardo al come dare agli artisti un sostegno più sostanzioso anche con questi servizi digitali, ma ci arriveremo. 
Tutto questo ovviamente mette in pericolo invece le major, i fenomeni temporanei da milioni di dollari, perché per loro guadagnare con il digitale significa guadagnare un centesimo di quanto guadagnano ora, ed il loro pubblico di ascoltatori casuali sicuramente non compensa comprando il format fisico: e per quanto mi riguarda questo mi fa onestamente solo piacere. Quelle sono cose che nulla hanno a che fare con l’arte e la musica, sono prodotti per intrattenimento come li chiamo io, e se non vanno in giro con l’aereo personale è solo un bene per tutti: magari di questi milioni di persone influenzati dalle major e dalle radio commerciali, forse almeno una parte scoprirà i propri gusti o si farà un proprio gusto musicale costretta dalla mancanza di imboccature dell’alto perché non hanno più i soldi per milionarie campagne commerciali e martellamenti radio. Si arriverà ad un livellamento più equo che credo farà bene all’arte vera e non alla parte commerciale.

1000fiori – Giancarlo nel 2011 hai portato a termine una collaborazione che era già iniziata da anni, quella con Tim Bowness (No-Man | Henry Fool ), pubblicando l’album “Warm Winter” di questo progetto chiamato “Memories of Machine”. Pensi che si possa ritornare in studio insieme per un nuovo lavoro?

Giancarlo Erra – In questo momento sia io che Tim siamo molto occupati con i nostri rispettivi progetti, ma entrambi vorremmo dare un seguito al progetto MoM quindi sì, credo di poter dire che sicuramente ci sarà altro presto 

1000fiori – Giancarlo chiudo quest’intervista con la speranza di vedervi presto sul palco, magari nel nostro bel Paese, che ha tanto bisogno di buona musica.

Giancarlo Erra – Grazie a voi per lo spazio che ci avete concesso, e si speriamo a prestissimo di incontrarci sotto un palco per condividere dal vivo emozioni e musica.

Per maggiori info: www.nosound.net

Per acquistare l’album: www.kscopemusic.com/nosound

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1000fiori

Il 1000fiori è il critico per eccellenza, non gli sta mai bene nulla, si lamenta di tutto. Soprattutto dei tizi troppo mainstream e degli ultras. Ricercato nei gusti musicali, ma del resto non solo in quello. Dylan Dog è il suo fumetto preferito, gli piacciono le illustrazioni, la grafica e la fotografia. Maledice chiunque, giorno e notte, per non aver mai imparato a suonare uno strumento musicale. Ma ama la musica in modo…(non riesco a trovare un aggettivo adatto). E cerca di amare sempre più musica, ma non iniziate a parlargli di “certa” musica (?) perché inizia a criticare e da qua non ce ne andiamo stasera.

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